mercoledì 30 maggio 2012

Esibizionismo 2.0 Se sei social dici "cheese"

Più o meno tutti abbiamo tentato l’iscrizione ad un social network. Uno qualsiasi. 
L’epoca del Web 2.0 ci porta a condividere i nostri pensieri anche con dei perfetti estranei. Certo, non tutti siamo propensi ad aprire le porte della nostra mente a chi non conosciamo (molti non lo fanno neanche con i propri cari), però lo spirito esibizionista spesso prende il controllo del nostro corpo, spingendoci a fare cose a cui non avremmo mai pensato.

Un modo rapido e sicuro per mettere a nudo la propria essenza è senza dubbio la condivisione di foto personali. Fotografare momenti intimi della nostra vita e condividerli con amici e conoscenti sembra essere diventato parte integrante dell’esperienza virtuale di ognuno.
E c’è chi, da questa moda, ha tratto benefici. Unendo il concetto di social network a quello delle foto sono nate piattaforme importanti. Prima Flickr. Recentemente il fenomeno Pinterest, che ha fatto tanto parlare di se, e può vantare già diversi cloni.

Un difetto importante (almeno per il momento) di Pinterest, è la mancanza di un’app mobile. Il supporto maggiormente utilizzato per scattare e condividere fotografie istantaneamente è senza dubbio il proprio smartphone. La mancanza di un’applicazione che permetta di essere social ovunque è una pecca non da poco.

Chi non mette da parte la versione mobile (anche beccandosi qualche critica) sono senza dubbio i socialnet più blasonati. Facebook, Twitter e Google+. In particolare il prodotto di Big G sta migliorando se stesso giorno dopo giorno. Un’ultima novità è l’arrivo degli spot televisivi anche in Italia. Un particolare messo in evidenza da questa campagna pubblicitaria è ancora una volta rappresentata dalla condivisione di immagini. Il caricamento istantaneo di Google+ permette di scattare foto dallo smartphone e non preoccuparsi più di caricarle sul computer. In un secondo ci si ritrova con tutte le foto, catalogate per data in maniera privata, e condividerle diventa questione di un click.


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lunedì 14 maggio 2012

Ultima moda La gara a chi lo ha più grosso

Ormai è una vera e propria competizione. Gli utenti smartphone vogliono averlo più grosso degli altri.

Si parla del processore, ovviamente!
Con l'uscita in commercio di terminali quad-core si è arrivati quasi al pari dei computer (alcuni laptop di fascia bassa sono addirittura meno performanti di smartphone di fascia alta).
Gli utilizzi dei due dispositivi, però, sono, o dovrebbero essere, molto differenti tra loro.

Ma è davvero necessario possedere un telefono, perché di questo si tratta, così potente?
L'unico utilizzo che possa prevedere tanta capacità di calcolo è il gaming. Ma non è obbligatorio spendere 600€ per giocare in movimento. Esistono console portatili ideate per quello. A prezzi decisamente inferiori.

Il vero motivo è intrinseco nella natura umana, il volere primeggiare! La maggior parte degli utenti non conosce nemmeno la metà delle potenzialità del proprio device. Lo acquista per accrescere il proprio ego sociale.

Qualche tempo fa ho scritto un post su Google+, riflettendo su come la maggior parte degli utenti iPhone utilizzi nel peggiore dei modi 700€. Per lo più usano SMS, Facebook, WhatsApp e Instagram. Applicazioni presenti in un qualsiasi entry level Android. Prezzo totale 100€ vs 700€.
Certo, in quel caso non puoi ostentare una mela morsicata sul retro.

È solo questione di moda, dunque. Ed è forse solo per moda, che gli utenti vengono spinti ad acquistare uno smartphone quad-core. Mentre potrebbero fare esattamente le stesse cose su di un single-core.

Non è una critica ad iPhone! Lo stesso avviene con Android.
Già immagino i futuri possessori di Samsung Galaxy S III ad utilizzare un device, dal prezzo forse eccessivo, per scrivere post su Facebook e caricare foto su Instagram.

Tutto questo mentre si parla di crisi e di futuro incerto. Non è esattamente la strada giusta da seguire.


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martedì 1 maggio 2012

Una nuova nuvola Google Drive: come sei e come ti vorrei

Google ha lanciato il suo nuovo servizio, Drive! Purtroppo, per ora, non è che un'evoluzione di Docs. Anzi, un rebrand di Docs, con l'espansione dello spazio da 1GB a 5GB, con un nuovo nome e un nuovo logo.

Esiste il client per la sincronizzazione dei files direttamente dal proprio PC (come per Dropbox), peccato che non sia stata ancora rilasciata la versione per Linux.

Questa mancanza (non certo di poco conto) non mi ha consentito di provare a pieno le potenzialità offerte da Drive, ma ho letto in giro alcune features interessanti.

La più importante è senza dubbio la disponibilità di ripristinare una revisione precedente di un documento. Non solo dell'intero file, ma anche di tutte le modifiche interne apportate negli ultimi 30 giorni.

Drive e il mobile
Un segno di evidente continuità tra Docs e Drive è dato dal fatto che l'applicazione per Android non è altro che un aggiornamento di Google Docs. Purtroppo soffre ancora di qualche mancanza, una tra tutte è l'impossibilità di creare cartelle da mobile.

Un'ulteriore miglioria potrebbe esserci sulla gestione dei documenti offline. Al momento non è possibile creare un nuovo documento se non si dispone di una connessione internet.

Cosa potrebbe diventare Drive?
Google Drive potrebbe essere il centro di archiviazione per gli utenti di Google. Sarebbe utile un'integrazione in Drive di tutti i servizi di Big G.

Ad esempio, sarebbe comodo caricare file audio su Drive e ritrovarli in Google Music. Oppure poterli ascoltare direttamente tramite un player integrato.

Si potrebbe gestire l'archivio di Picasa dal nuovo storage virtuale. Immagini e foto sarebbero caricabili su Drive e visionabili da Picasa.

Sarebbe possibile una bella espansione di YouTube. Si potrebbero caricare video direttamente da Drive e condividerli dal famoso servizio video. Ovviamente sarebbero visibili inizialmente solo all'utente proprietario dei file, per essere successivamente resi pubblici o visibili solo a determinati contatti presenti su Google+.

Proprio con il social network di Mountain View potrebbe esserci un'ultima importante integrazione. Manca, al momento, la possibilità di condividere documenti con le proprie cerchie.

Strano che non sia presente ancora questa funzione, visto che a Google puntano davvero molto su Plus!


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